Vacanza sul green, dalla Scozia all'Australia

Dalla Scozia all'Australia, i green più belli del mondo valgono un viaggio per gli appassionati di golf. In occasione di competizioni ed eventi, ma anche semplicemente per rilassarsi in luoghi da sogno, al mare ma non solo, e ogni tanto provare a mettere a segno qualche buca.
In Europa ha da poco festeggiato sei secoli di golf il green per antonomasia, quello scozzese di St Andrew,'patria putativa di questo sport. Nota altresì come la 'casa del golf', la cittadina organizza di solito in primavera l'Open Championship, il più antico torneo golfistico. St Andrews è anche la sede del Royal and Ancient Golf Club, fondato nel 1754, organismo che esercita l'autorità legislativa del gioco del golf in tutto il mondo ad eccezione di Stati Uniti e Messico, mentre l'Open Championship è uno dei quattro Open più importanti al mondo. Per gli irriducibili del golf, tappe obbligate sono al British Golf Museum, alla casa di Old Tom Morris e all'Happy Hacker Golf Shop. I green di riferimento sono l'Old Course, il Kingsbarns disegnato da Kyle Phillips, i due campi del Fairmont St. Andrews e i campi del Carnoustie dell'Open Championship.
Potrebbe non essere tanto comodo, ma unico lo è di sicuro: in Australia c'è un campo da golf talmente lungo che tra una buca e l'altra possono correre anche cento chilometri, naturalmente da percorrere in auto o jeep. Si tratta del Nullarbor Links Golf Course: conta 18 buche dislocate in oltre 1.360 chilometri da Kalgoorlie nel Western Australia a Ceduna nel South Australia. Una buca per ognuna delle cittadine toccate dalla Eyre Highway che è la strada da percorrere fra un tiro e l'altro.
Secondo una classifica di Cnn il green più difficile al mondo è quello di Ocean Course a Kiawah Island nel South Carolina. Disegnato da Pete Dye, ha un aspetto così tortuoso che si è guadagnato il soprannome di Marchese De Sade, da cui viene il termine sadismo. Il miglior golf resort è per il magazine a stelle e strisce il Pinehurst Resort nel North Carolina, che agli otto eccellenti campi da golf affianca pure un soggiorno super. Nel 2014 tra l'altro uno di questi diventerà il primo campo ad ospitare in settimane consecutive due importanti appuntamenti: gli U.S. Open e gli U.S. Open femminili. Al di fuori degli Stati Uniti per Golf Digest i migliori green sono quelli di: Royal County Down in Irlanda del Nord, Royal Melbourne in Australia, St. Andrews Links, Royal Dornoch e Muirfield in Scozia. Al sesto posto Cape Kidnappers sulla spettacolare Hawke's Bay in Nuova Zelanda.
In Sudafrica occhio ai compagni di gioco: i campi da golf nel Paese sono circa 600 e alcuni di questi si trovano a ridosso di parchi nazionali, spiagge o in riserve private, elemento che rende incontri ravvicinati con la fauna locale molto probabili. Nella provincia di Western Cape il Fancourt Hotel and Country Club Estate ospita The Links, firmato da Gary Player, un campo che è l'esatta ricostruzione di un Links scozzese – un particolare tipo di campo – con tanto di vegetazione delle Highlands importata dalla Scozia. L'Arabella Golf Club ha il campo disegnato dall'architetto Peter Matkovich e alcune delle sue 18 buche scorrono parallele alla laguna frequentata da fenicotteri e uccelli selvatici. Il Pezula Golf Club si trova lungo la Garden Route, che collega Cape Town a Port Elisabeth: in quasi tutte le buche si trova, nascosto tra i fiori, un telefono dal quale è possibile ordinare un drink. Nel North West il Lost City Golf Club si trova uno specchio d'acqua in cui vivono alcuni coccodrilli. Insieme agli ippopotami, i rettili e le giraffe sono di casa anche all'Hans Merensky Hotel and Golf Estate nel Limpopo.
In Asia una delle mete golfistiche più gettonate è la Thailandia, dove il golf si pratica da almeno un secolo ed è registrato come sport al Royal Bangkok Sports Club dal 1905. Nel Paese si trovano i campi disegnati da alcuni dei più grandi golfisti mondiali: Jack Nicklaus, Robert Trent Jones II, Nick Faldo, Pete Dye e Greg Norman. E poi i green opera di architetti thailandesi e giapponesi, senza contare il naturale 'contorno scenico' che li accompagna. In più è in corso, in Italia, l'Amazing Thailand & Thai Airways Golf Cup 2013. Dieci tappe italiane con finale il 29 settembre nel Lazio ma con un obiettivo più 'lontano': la finale internazionale che si svolgerà in Thailandia a cavallo di ottobre e novembre e alla quale i vincitori di 'casa nostra' parteciperanno di diritto.
Sul Mar Rosso un punto di riferimento per i golfisti sono i campi di Soma Bay: il Golf Journal ha eletto miglior green extraeuropeo il green adiacente a Le Résidence Des Cascades: 18 buche, il campo è stato progettato dal golfista Gary Player e dispone di nove buche con ostacoli d'acqua.
Voglia di Caraibi? A fine luglio – 27-28 – nelle Isole Vergini americane si svolge l'annuale St. Thomas Golf Open fra le 18 buche del Mahogany Run Golf Course a picco sul mare. Anche la Repubblica Dominicana è un paradiso di mare e palme per gli appassionati di golf: nove green dei 28 totali erano nell'elenco dei 50 migliori percorsi dei Caraibi e America Latina della rivista Golfweek 2010. Ideati da leggende del golf come Nick Faldo, Robert Trent Jones Sr., Jack Nicklaus, sono frequentati da campioni sportivi e appassionati 'vip', compresi gli ex presidenti americani Bill Clinton e George H. W. Bush. Ad agosto, dall'11 al 15, Casa de Campo ospita l'omonimo torneo nei green di Teeth of Dog e Dye Fore progettati da Pete Dye.
Chi viaggia insieme ai figli può considerare il campo di fine estate per ragazzi dagli 8 ai 17 anni organizzato dal 2 al 6 settembre da Costa Navarino nella Messinia, in Grecia. Dopo la sessione di giugno, viene riproposta l'iniziativa per avvicinare anche i più giovani ad alcuni dei campi migliori d'Europa: il Dunes Course, creato da Bernhard Langer con European Golf Design e il Bay Course, opera di Robert Trent Jones II, tra colline e uliveti.
FONTE ANSA.IT