Polinesia francese, l’acquario del pianeta

A Tahiti, nelle Isole della Società, la porta d’ingresso del Pacifico
Tra picchi vulcanici, lagune incontaminate, crociere in catamarano e campionati mondiali di surf, le isole della Polinesia rappresentano un paradiso  dove recarsi almeno una volta della vita.  Si fa presto a dire Tahiti e le sue isole. Perché i 118 lembi di terra, disseminati su 4 milioni di kmq nel sud del Pacifico, tra l’Equatore e il Tropico del Capricorno, altro non sono che la Polinesia Francese, paradiso liquido  annesso alla Francia a metà ‘800 e oggi Paese d’Oltremare dalla larga autonomia.
Ben cinque gli arcipelaghi: quello della Società (dove si trova Tahiti, la più grande e nota tra le isole polinesiane), delle Marchesi, delle Tuamotu e delle più defilate Australi e Gambier. Insomma un universo a parte, distante 18.000 km (e 22 ore di aereo) dall’Europa, dove picchi verdissimi torreggianti su lagune cristalline, atolli sconfinati, un’incredibile fauna marina e una popolazione gentile hanno fatto sognare, da James Cook in giù fino a Marlon Brando (che qui acquistò una sua isola, Tetiaroa) ben più di un viaggiatore.
Una meta da sogno. Che rappresenta uno dei paradisi dove recarsi almeno una volta nella vita. Meglio collegate e più frequentate le Isole della Società (divise tra Sopravento e Sottovento), così battezzate a fine ‘700 dal capitano Cook per la loro prossimità a Tahiti. Tra queste, Moorea, dai rilievi vulcanici tappezzati di palme e piantagioni di ananas, con la baia Opunohu, una delle più stupefacenti del Pacifico. Qui è possibile visitare il celebre Moorea Dolphin Center e nuotare con i delfini, trascorrere giornate sulle lingue di sabbia bianca o arrampicarsi sulla Mou’a Puta, la celebre montagna forata, secondo la leggenda, dalla lancia di un guerriero: incredibilmente questi picchi vulcanici emergenti dal Pacifico offrono quasi tutti possibilità di escursioni interne. Meno note ma dal fascino incredibile Raiatea e Tahaa, isole gemelle separate da un breve tratto di mare (a prova di canoisti esperti!) e racchiuse dalla stessa laguna. Raiatea, seconda isola per grandezza della Polinesia (il suo nome significa “cielo dalla dolce luna”) ricca di baie profonde, è la base delle imbarcazioni da diporto: da qui partono le crociere, anche a vela, per l’arcipelago. Non a caso nella baia di Faaroa, dove sfocia l’unico fiume navigabile della zona, ha sede una piccola base navale. Da non perdere poi i giardini di corallo, da esplorare in immersione, e il relitto di un tre alberi, il Nordby, affondato nel 1900.
La piccola Tahaa, al centro delle Sottovento, è una delle mete in ascesa. Circondata da un anello corallino punteggiato di motu (i caratteristici isolotti di sabbia emersi, coperti di vegetazione) aperto verso il blu dell’oceano da soli due canali, gli hoa, è l’isola degli aromi: qui abbondano infatti le coltivazioni di vaniglia, aperte a tour guidati. Un’azienda da visitare? La Maison de la Vanille, dove poter scoprire i segreti dei profumati baccelli. Ma nell’immaginario collettivo, con il profilo inconfondibile delle sue montagne (Otemanu la più famosa) riflesso nel blu, è Bora Bora l’isola polinesiana per antonomasia, 1 ora di volo da Tahiti. Posta al centro di una delle lagune più belle del mondo, è una vera piscina naturale, dove poter nuotare nell’acqua bassa in infinite gradazioni di celeste, tra tartarughe e pesci pappagallo.
Indimenticabile l’immersione a Ray Avenue, crocevia di branchi di razze, ondeggianti in centinaia di esemplari. Tra le spiagge più famose, quella di Punta Matira nel sud dell’isola: qui una lunga serie di overwater bungalow, detti piloti, strutture tipiche con acceso diretto sul mare garantiscono soggiorni indimenticabili, con tanto di colazioni servite in canoa. C’è poi ovviamente Tahiti, la porta del Pacifico, la più grande tra le isole polinesiane: sede dell’unico aeroporto internazionale rappresenta una tappa obbligata. Distribuita lungo due grandi montagne circolari, Tahiti Nui e Tahiti Iti, unite dall’istmo di Taravao, ricche di cascate e vallate selvagge, ospita la capitale Papeete, cuore pulsante dell’area con oltre 126.000 abitanti. Imperdibile il mercato locale, tripudio di fiori, frutta e artigianato. Tra i prodotti più famosi, l’olio di monoi, realizzato dalla macerazione della polpa di cocco e profumato con fiori di tiare, la gardenia locale, da sempre usato dai polinesiani per curare pelle e capelli: è possibile seguirne la lavorazione in vari punti dell’isola lungo la route du monoї (www.monoi-institut.org ).
Ma Tahiti è anche una delle mecche storiche del surf: nel sud dell’isola, presso il villaggio di Teahupo’o, dal 15 al 26 agosto si terrà infatti il Tahiti Billabong Pro 2013, una delle tappe dell'ASP World Tour, i campionati del mondo di surf. Qui infatti la barriera corallina si interrompe in alcuni “break” (passaggi) attraverso i quali le acque dell’oceano entrano con forza in laguna, dando vita a onde colossali, i famosi tubes. Una sfida all’onda perfetta, in grado di appassionare sportivi e spettatori. Benedette da un piacevole clima tropicale, con una temperatura media che oscilla tra i 25° e i 30°, le Isole della Società godono di un’estate lunga 365 giorni e sono collegate tra loro con più voli al giorno. A parte i classici resort internazionali, molto interessanti sono i pacchetti soggiorno proposti nella cosiddetta petite hotellerie, rete di 250 alberghi a conduzione familiare, selezionati secondo rigidi criteri dal dipartimento del turismo, dal comfort assicurato e l’accoglienza calorosa. Dedicati a chi desidera un’ospitalità domestica e una vacanza più casual (a partire da 2.900 E per 9 notti, voli a/r e voli interni ).