Lanzarote

Lanzarote è un’isola che va vissuta ogni giorno in un modo diverso per poterne cogliere tutte le mille sfaccettature.
Ecco degli spunti di itinerari che potete utilizzare per organizzare al meglio delle belle giornate di escursione.
Le escursioni si possono effettuare individualmente noleggiando un’auto oppure, se preferite, con il tour operator che le effettua in bus in gruppo.

Nella zona nord di Lanzarote si trova un sistema di caverne e gallerie create dalla lava nel suo scorrere verso il mare. Una di queste, il Tunnel dell'Atlantide, è un tubo vulcanico lungo circa 6 km che dal cratere arriva al mare: si tratta di un susseguirsi di bolle e gallerie il cui tetto in alcuni punti è crollato a causa della pressione dei gas vulcanici dando luogo a delle cavità a cielo aperto, denominati Jameos.
E’ possibile visitare quella chiamata Jameos del Agua.
Un tratto lungo circa 1 km del tubo vulcanico che dà luogo a los Jameos del Agua, usato durante il XVII secolo dalla popolazione locale per trovare riparo dai pirati, prende oggi il nome di Cueva de los Verdes (non perché sia verde ma perché un tempo era di proprietà della famiglia “los Verdes”).
Nel 1968 è stata sistemata dall’architetto lanzaroteño César Manrique, che ne ha ricavato una sala da concerti da 500 posti, una specie di piscina e un ristorante. Vi si trova inoltre un lago salato dove vivono, unico luogo al mondo, dei piccoli granchi albini ciechi.
Proseguite poi per il punto più settentrionale dell’isola, il Mirador del Río, un belvedere a picco sull’oceano con bar annesso, creato sempre da Manrique, con una spettacolare vista panoramica sull’isola La Graciosa. 
Lungo la strada del ritorno passate per Haría e dall’alto abbiamo visto la Valle delle Mille Palme: questa valle è nata perché gli abitanti un tempo decisero di piantare una palma per ogni figlio maschio che nasceva, poi per non fare torti e non essere maschilisti decisero di piantarne due per ogni figlia femmina, e così…
Dopo di che costeggiate Teguise, l’antica capitale dell’isola, sede la domenica di un mercatino caratteristico anche se forse un po’ troppo a misura di turista. 
Nel Sud la prima tappa deve essere il Parque Nacional de Timanfaya, secondo me uno dei più suggestivi al mondo: un’immensa distesa di lava pietrificata dove l’aspetto che più colpisce, a parte l’assoluto silenzio rotto solo dai rumorosi turisti, sono i colori caldi presenti in tutte le gradazioni possibili (questo dovuto alla predominanza di un certo minerale rispetto ad altri, come ad esempio il ferro per il rossiccio intenso).
Il parco racchiude un delicatissimo ecosistema e anche se può sembrare impossibile, qui sono presenti circa 180 specie vegetali differenti.
E’ possibile percorrere in autobus la Ruta de los Volcanes, un percorso che si snoda per circa 14 km all’interno del Parco con dei bus organizzati dalle guide del parco.
In tutta la zona, a meno di 10 metri di profondità si raggiunge una temperatura di 600°C e per dimostrare questo ci sono degli inservienti che fanno delle prove per i turisti: gettano degli arbusti in una buca e prendono fuoco, rovesciano un secchio d’acqua in un’altra e si crea un geyser. Più tardi, nel Restaurante del Diablo fatto costruire da Manrique, scoprirete che la carne alla griglia viene cotta sfruttando il calore stesso del sottosuolo.
Se ne avete voglia la visita al Parco si può concludere con l’immancabile giro in cammello ...
La tappa successiva sarà la Geria, zona vinicola, dove potrete effettuare in una delle tante cantine l’assaggio dei vini tra cui l’ottimo Malvasía secco di Lanzarote.
A Lanzarote si pratica un metodo di coltivazione viticola unica al mondo: le viti infatti crescono in piccoli crateri scavati nel picón, la cenere lavica, protetti da muretti a secco semicircolari.
Poiché le precipitazioni sono concentrate in 15-20 giorni all’anno, c’è mancanza d’acqua; ed è per questo che la lava è estremamente importante per la coltivazione su quest’isola, in quanto trattiene l’umidità.
Proseguite poi per El Golfo, una baia creata dall’azione erosiva dell’oceano su un antico cratere.
Nella spiaggia di sabbia nera si è creato un lago verde, molto particolare e curioso, proseguite per Yaiza dove potrete visitare la chiesetta di Nuestra Señora de los Remedios.
Sulla strada del ritorno, lungo la costa, fate una piccola sosta fuori programma per dare un’occhiata allo spettacolare Puente del Diablo, creato dall’erosione delle onde sugli scogli. Proseguendo, per ultimo potreste fermarvi sul promontorio che sovrasta le Saline del Janubio, in realtà non molto interessanti ma i colori sono molto suggestivi!

Girando l’isola vi colpirà la totale mancanza di cartelloni e di qualsiasi altro tipo di pubblicità, cosa voluta da César Manrique, l’architetto, pittore, scultore, (insomma ha fatto tutto lui, e non sto scherzando, c’è il suo zampino ovunque!) che su quest’isola più che un uomo è un mito.
Non mancano invece su molte rotatorie, i giochi per il vento, protagonista indiscusso delle giornate a Lanzarote!!
Sono  grandi opere d’arte realizzate da questo “eroe” lanzaroteño.
Un’altra bellissima esperienza è la visita al Jardín de Cactus, a Guatiza, facilmente raggiungibile con cartina alla mano attraverso le poche strade che attraversano l’isola…
Dopo chilometri di strade deserte raggiungerete il Jardín de cactus (accolti all’ingresso da un cactus gigante in puro metallo). Ah, dimenticavo: anche questo è opera di Manrique.
Sarà che sono un’appassionata di queste piante, ma “che spettacolo!”, anche se l’ho trovato un po’ troppo “artificiale” (per consolarmi di questa carenza ho acquistato come souvenir una bella scatola con sei cactus mignon!). A proposito, sull’isola si trova un prodotto curioso: la marmellata di cactus; da provare!
Sulla strada del ritorno fate tappa a Tahiche alla Fundación César Manrique, dove è possibile visitare la casa che l’architetto si fece costruire in una colata lavica.
Ne varrà veramente la pena!

ln un pomeriggio potete partire alla volta di Punta del Papagayo, dove si trova l’omonima spiaggia, la più bella e spettacolare dell’isola.
In realtà si tratta di un insieme di cinque spiagge una più bella dell’altra: Playa de las Mujeres, Playa del Pozos, Caleta del Congrio, Puerto Muelas e ovviamente Playa del Papagayo.
Sono raggiungibili in auto, dopo aver pagato l’ingresso (3€), percorrendo alcuni chilometri di piste sterrate (sembra di fare rally..) anche se sembra che non si arrivi mai, non c’è da preoccuparsi, ad un certo punto l’oceano apparirà come per magia.
Altre due escursioni che si possono fare sono al  Rancho Texas Park, nella zona di Playa de los Pocillos. Si tratta di un parco faunistico a tema ispirato a cowboys e indiani d’America. Qui è possibile assistere a tre shows rispettivamente con: pappagalli, aquile e coccodrilli.
Invece  nel nord dell’isola: il Guinate Tropical Park, un grande parco faunistico. All’uscita dal parco potete percorrere la strada a piedi per 200metri e dopo la curva  arrivarete al Mirador de Guinate, non paragonabile al Mirador del Río ma con un panorama comunque da non perdere. 
Arrecife, la capitale, è una città moderna come ce ne sono tante, che secondo me non vale la pena di visitare.

QUESTO E’ TUTTO QUELLO CHE A MIO PARERE E’ LANZAROTE UN’ISOLA ECCEZIONALE E UNICA CHE VI RIMARRA’ NEL CUORE E NEGLI OCCHI!!!